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La (poco) casta..

Pubblicato da ilregista su Settembre 29, 2007

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Preso dalla curiosità (e spinto soprattutto dal fatto che al lavoro ci passo continuamente davanti) ho comprato il libro dell’estate: “La casta”, firmato da due grandi giornalisti, Gianantonio Stella e Sergio Rizzo. Devo ancora finirlo, per carità.. ma vi giuro che a leggerlo c’è da rimanere stupiti.. sembra un film, invece sono fatti reali, racconta tutto (o almeno ci prova, visto che la maggior parte delle info rimangono top-secret) sulle spese sostenute per tenere in piedi la “macchina politica”.

è grazie soprattutto all’indignazione scatenata da questo libro che si stà muovendo qualcosa (non pensate che il V-Day avrebbe fatto breccia in questo modo altrimenti..lo avrebbero bollato come una pagliacciata e tralasciato), basti pensare al tiro al bersaglio su mastella compiuto qualche giorno fa a Ballarò (ho sentito un “non voglio dire più niente su di lui perche mi fa anche tenerezza”). Ma ha perfettamente ragione Grillo quando definisce il Ceppalonico un “capro espiatorio”.. in realtà il sistema Italia è fondato su questo meccanismo che, elitario e isolato, pretende di comandare e non accetta interferenze.. assolutamente autoreferenziale. Altre caste esistono certamente, se vogliamo cambiare discorso; il problema è che il potere che hanno non distrugge certamente l’economia dello stato tutto come fa invece quella dei politici (certamente i tassisti sono una classe, ma si fanno anche leggermente i ca..zi loro). Quando si parla di giornalismo poi la casta c’è, ma per motivi certamente diversi: essi sono una propaggine diretta della politica (1.i politici siedono nei consigli di amministrazione dei giornali, per non parlare di rai e mediaset.. 2. i politici esaltano o denigrano il giornalista a seconda del suo comportamento spingendo indirettamente a determinati comportamenti referenziali..3. essi possono, dall’alto del loro potere, qerelare a macchia di leopardo, senza temere di non poter in seguito mangiare..4. dato che per mangiare è anche necessario lavorare un giornalista può essere scomodo, ma se è precario nel suo lavoro stai certo che morirà di fame..). Anche qui come in politica il male maggiore è certamente l’assenza di ricambio, i vecchi restano sempre al loro posto, intoccabili, e acquisiscono sempre maggiore spudoratezza e boriosità. Tanto poi da commentare un post di Grillo su di loro con la stoccatina “e la casta dei comici?”.. ma vaff..

ecco la puntata di ballarò

Una Risposta a “La (poco) casta..”

  1. Ulisse detto

    Benvenuto nella “casta dei blogger”!

    Ma vi rendete conto, ora quasi quasi ci dobbiamo sentire in colpa perchè ci siamo ribellati contro un sistema fatto di silenzi, segreti, disinformazione, occulto. Perchè citiamo le persone come Mastella? Perchè la politica non è una cosa astratta, la politica sono le persone, e il governo non è una cosa astratta, il governo è anche Mastella. Magari si è ecceduto nei modi, ma che non si prenda questo come motivo per ridicolizzare o tacciare di populismo proteste come quella del v-day che prima ancora di portare in piazza 300000 firmatari di proposte di legge (che ad esempio io non condivido in pieno) ha portato in piazza un milione di persone che ora conoscono e vogliono equità. SE non per ideali elevati, perchè i soldi dei politici sono i soldi delle loro tasse! E quando ti fregano i soldi per andare in aereo di stato al gran premio, se sei uno che lavora alla Fiat dalle 2 alle 8 di mattina ti rode!

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